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giovedì 6 settembre 2007

Ridere fa bene alla salute

Un signore di oltre 50 anni incontra un amico imprenditore che non vedeva da tanto tempo.
Signore: Ciao carissimo ..sai ho mio figlio disoccupato, puoi fare qualcosa per lui? Proprio non riesce a trovare lavoro, eppure è anche diplomato.
Imprenditore: Non c’è problema , ci penso io. Gli andrebbe bene un posto come vice presidente al consiglio di amministrazione?
Signore: Be.. veramente.. mio figlio è una persona umile, vorrebbe qualcosa di più modesto.
Imprenditore: Non c’è problema, ci penso io. Gli andrebbe bene un posto come Senior Manager?
Signore: Mio figlio è una persona umile e semplice. Non c’è qualcosa di più modesto?
Imprenditore: Non c’è problema, ci penso io. Gli andrebbe bene un posto come Project Manager della divisione tecnologie informatiche?
Signore: Mio figlio è molto umile, vorrebbe qualcosa di ancora più modesto.
Imprenditore: Ci sarebbe un posto come programmatore junior…
Signore: Ecco quello andrebbe benissimo.
Imprenditore: Purtroppo per quello è richiesta laurea, 3 anni di esperienza e diversi corsi di specializzazione…

giovedì 30 agosto 2007

MrTurbo is BACK


Non badate alla bella signorina, volevo solo attirare la vostra attenzione su questioni serie.
Ingegneri senza lavoro, ingegneri precari, ingegneri al call-center, ingegneri sottopagati .... basta!!
I mass media continuano a dire che in Italia servono altri ingegneri ..e questi sono i risultati.
BASTA, FERMIAMO QUESTO SCHIFO.

MrTURBO E' TORNATO!!!

domenica 27 maggio 2007

Il ruolo dell'ingegnere nell'industria di oggi

Scusate se ritorno al discorso dell'ingegnere disoccupato. Fin agli inizi del 2000 gli ingegneri si sono comportati da impiegati piccolo borghesi, preoccupati solo di entrare in qualche azienda e alla propria personale carriera grazie alla magnanimità di qualche imprenditore. Non si preoccupavano dei problemi della categoria e del ruolo dell'ingegnere nel mondo industriale. Ma fino ad allora questo era possibile perche gli ingegneri erano di meno e il lavoro si trovava più facilmente.
Non ho mai sentito dell'esistenza di associazioni di ingegneri e non ho mai sentito convegni in cui si parlasse del ruolo dell'ingegnere nell’innovazione tecnologica e nello sviluppo economico magari organizzato dagli ingegneri stessi. Gli ingegneri in Italia, per loro volontà, non sanno che ruolo avere e questa condizione si riflette nel mondo che puo permettersi di speculare su questa massa di professionisti sbandati. Qualunque cosa esca dal tunnel del mondo del lavoro occorre restare uniti come quasi tutte le altre categorie professionali.

Tratto da un commento anonimo.

sabato 5 maggio 2007

Ingegneri, siamo diventati troppi

Ormai è chiaro. Non ci sono più scuse per negare l’evidenza. Siamo troppi e l’Italia non è abbastanza grande per ospitarci tutti. Molti di noi, ogni anno, sono costretti ad emigrare all’estero pur di trovare un lavoro. L’unica alternativa è cercare di ripiegare in lavori umili, negando di fatto il titolo di studio tanto sofferto.
Purtroppo non esistono altre soluzioni.
In Italia gli ingegneri sono diventati talmente tanti da saturare completamente le richieste del mercato del lavoro nazionale. E’ una situazione che peggiora di anno in anno. I politici potevano intervenire quando il problema era ancora controllabile e invece hanno preferito non fare nulla come sempre.
Adesso l’Italia si ritrova con migliaia di laureati in ingegneria pronti a partire per i paesi più disparati:
un investimento enorme dello stato che si è trasformato improvvisamente nell’ennesimo spreco all’italiana.

venerdì 4 maggio 2007

Storia di un ingegnere disoccupato tedesco

Il mattino del 6 febbraio Werner Braeuner, disoccupato di Verden, nella regione di Brema (Germania), ha ucciso Klaus Herzberg, responsabile dell'Arbeitsamt (l'equivalente tedesco dell'ufficio di collocamento) locale, che aveva soppresso le sue indennità, sua unica fonte di sopravvivenza. In seguito è andato a consegnarsi alla polizia.

Chi è Werner Braeuner?

Werner, 46 anni, è un ingegnere, disoccupato da otto anni. Militava per la riduzione del tempo di lavoro, per un reddito garantito, per una società di individui liberi, non abbrutiti dal lavoro. Di frequente traduceva dei testi venuti dalla Francia per le associazioni tedesche di disoccupati. Era conosciuto in Francia nell'ambiente dei militanti contro la disoccupazione per i suoi interventi sulla lista di discussione AC Forum, per il suo senso dell'umorismo, la sua ironia e la sua bontà, per il sentimento di rivolta che lo animava e il suo francese ricco d'immagini. Non ha mai fatto nulla per rendersi simpatico alla sinistra di governo. Le sue prese di posizione, critiche verso la prossimità dei Verdi tedeschi rispetto alla lobby petrolifera e il produttivismo socialdemocratico, spiegano a sufficienza il silenzio che circonda il suo caso. Le sue idee erano discutibili, e spesso discusse nel movimento dei disoccupati, ma incitavano alla riflessione e non lasciavano nessuno indifferente.

La stampa ha reso conto dell'avvenimento adottando subito l'ipotesi della premeditazione. Il giornale locale e la Bild (faro della stampa-spazzatura tedesca), in particolare, troppo contenti di avere sottomano uno che potevano presentare come un estremista, un simbolo della lotta anticapitalista, si sono affrettati ad attribuirgli l'intenzione di impedire la conferenza stampa sulle cifre della disoccupazione che doveva aver luogo il giorno stesso all'Arbeitsamt locale. Così il procuratore non avrà che da seguire un binario tutto tracciato per costruire la sua requisitoria! Ora, moltissimi dettagli forniti dalla stampa sono totalmente fantasiosi, in particolare un preteso rapporto di amicizia che legava Werner al proprietario della stanza che questi affittava in un'ex-fattoria, e agli occhi del quale Werner passava molto tempo davanti al computer - e noi aggiungiamo: a discutere con i suoi amici ai quattro angoli dell'Europa - invece di cercare lavoro. Evidentemente, questi giornali si guardano bene dall'informare i loro lettori che in Germania ci sono 76.000 ingegneri disoccupati, la maggior parte dei quali della generazione di Werner, o dallo spiegare per quale ragione questi dovrebbero passare la maggior parte della loro vita alla ricerca disperata e disperante di un lavoro che non esiste.

Il contesto

Werner ha vissuto in questi ultimi anni una situazione particolarmente dura, che l'ha reso fragile. Le difficoltà materiali, la mancanza di spazio nel suo vecchio alloggio e l'accumularsi delle tensioni, lo hanno spinto a una separazione forzata dalla sua compagna. Alcuni mesi prima della nascita della loro bambina ha dovuto cercarsi una stanza in un paese vicino. In luglio chiede uno stage di formazione, che gli viene accordato. Cinque mesi dopo, verso la fine di novembre, demoralizzato per il fatto di stare senza far niente la metà del tempo, decide di abbandonarlo dopo avere scritto - e reso pubbliche - due lettere in cui spiega le sue ragioni a Herzberg, dalle decisioni del quale dipende il mantenimento delle sue indennità. Ma Herzberg ha ricevuto delle consegne da rispettare e sembra convinto della loro fondatezza, dato che non tiene conto degli argomenti di Werner ed esprime l'intenzione di radiarlo dalle liste quando questi lo incontra all'Arbeitsamt. Impantanato in una situazione psicologica che si aggrava, sofferente di dolori violenti alla spina dorsale, sommerso dalle beghe amministrative, verso la metà di gennaio Werner viene anche minacciato di radiazione. All'inizio di febbraio riceve la notifica che lo priva delle sue indennità. E' allora tentato dall'idea del suicidio, come numerosi altri disoccupati in circostanze simili. Ma reagisce, e la mattina del 6 febbraio, va incontro a Herzberg, l'uomo che nella sua vita concreta incarna un sistema disumano. E' allora che, sopraffatto dal sentimento dell'ingiustizia subita, incapace di trattenersi, lo colpisce a morte. Si è rivoltato contro una macchina, ma ha ucciso un uomo. Ancora sotto lo choc dell'atto compiuto, va alla polizia e più tardi rende la sua deposizione davanti al giudice. Viene allora incarcerato e, per due mesi e mezzo, divide con un altro detenuto una cella di 7 metri quadri e mezzo. E' a poco a poco che realizza con orrore il disastro che ha provocato: la morte di un uomo, il dolore della famiglia Herzberg e della sua, la disperazione che si abbatte sulla sua donna e sua figlia.

Tratto da braeuner.freeservers.com.
L'articolo completo del 2001 è scaricabile in formato pdf da qui.

giovedì 3 maggio 2007

Ingegneri, prepariamoci a traslocare

Un nostro lettore anonimo ha provato a sintetizzare le ultime discussioni nel blog in 10 punti critici. Dategli un occhiata:

1) Ci sono in Italia molti piu’ ingegneri di quanto le aziende e la pubblica amministrazione possano assorbire

2) Le universita’, per attirare studenti e non chiudere i battenti, raccontano mentendo, che servono sempre piu’ ingegneri

3) La riforma 3+2 ha reso la laurea in ingegneria molto semplice da conseguire, permettendo a tutti gli studenti di divenire ingegneri ma svilendone il titolo

4) Le aziende ci marciano sopra, dato che l’offerta di ingegneri supera di gran lunga la domanda di posti disponibili, e offrono contratti con stipendi ridicoli (1000 €/mese, se va bene) in posizioni di basso/bassissimo livello

5) Si profila una lotta tra poveri per un tozzo di pane: ingegneri contro periti contro operai specializzati

6) La tipologia di impresa tipica italiana e’ a conduzione familiare, con il titolare che e’ al massimo diplomato e quindi non puo’ capire il valore aggiunto portato da un ingegnere

7) La spesa in R&D in Italia e’ la meta della media europea, quindi tecnologie avanzate, per cui servirebbero ingegneri, non sono sviluppate adeguatamente. In Italia le tecnologie vengono aggregate, non sviluppate

8) Le cose non cambieranno molto presto, questo e’ il trend stabile per i prossimi anni

9) Gli ingegneri disoccupati non possono permettersi di aspettare anni. Restano loro due possibilita’: rinunciare in tutto o in parte alle loro ambizioni e disputarsi stipendi irrisori con periti e operai oppure emigrare all’ estero

10) Le possibilita’ offerte dalle aziende estere, specialmente in R&D, potrebbero essere la soluzione per tutti quegli ingegneri che vogliono, giustamente, fare il lavoro per cui hanno studiato

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Quest’ultimo punto purtroppo, per molti di noi rappresenta una strada impraticabile.
E comunque non pensate che “fuggire” all’estero sia sempre la soluzione a tutti i mali.

sabato 28 aprile 2007

Di male in peggio...

Secondo Micron i laureati in Abruzzo sono troppo pochi, ecco cosa dice il direttore generale Sergio Galbiati:

[...] le 10 facoltà tecniche, scientifiche ed economiche abruzzesi “producono” poco
meno di 3.000 laureati all’anno (fonte CRUI) con un trend di crescita del 23%. In pratica tra 5 anni saranno circa 8.500. Pochi, troppo pochi, in un mondo nel quale la tecnologia corre incessantemente e la generazione di valore e reddito, quindi di nuovi posti di lavoro, dipende essenzialmente dalla capacità di competere a livello di innovazione, tecnologia e cultura. Anche per questo l'idea-progetto cha abbiamo chiamato Politecnico Internazionale d' Abruzzo è davvero importante e utile. [...]
Scarica l'articolo intero in formato pdf

Stupendo. Se siamo già disoccupati ora con 3000 laureati all'anno, cosa succederà tra 5 anni quando ne saranno oltre 8000 !??

lunedì 23 aprile 2007

Meglio meno disoccupati o meno disoccupate?

Due illustri professori, Andrea Ichino e Alberto Alesina, hanno recentemente avanzato un bizzarra proposta del tipo: "alziamo le tasse agli uomini e abbassiamole alle donne".
In molti si saranno accorti di come questa proposta sia, oltre che un pochino sessista, anche inopportuna in un momento in cui il mercato del lavoro è in forte difficoltà per tutti.

Il mercato del lavoro italiano è già abbastanza strano di suo. C'è la Hunziker che guadagna un milione di euro per presentare canzonette a Sanremo.. contemporaneamente ci sono moltissimi ingegneri disoccupati o precari che faticano ad arrivare alla fine del mese. Queste sono le vere assurdità. Le differenze di stipendio tra uomini e donne che fanno lo stesso lavoro, alla fin fine, sono minime e al confronto con le ingiustizie vere sono insignificanti.

Aggiungo anche un'altra cosa.

E’ stato confermato da diversi studi come le donne ricche tendano, in genere, a sposare uomini ancora più ricchi di loro. Cioè a "marry up", come dicono gli americani, sposarsi esclusivamente con uomini più ricchi.
Secondo questo principio le donne, per loro natura, saranno sempre più “povere” del loro compagno.
Se una donna manager guadagna 30.000 euro l’anno, il suo compagno ne guadagnerà probabilmente 40.000.
Se una donna in carriera guadagna 20.000 euro l’anno, il suo compagno ne guadagnerà probabilmente 25.000.
Se una donna neolaureata guadagna 15.000 euro l’anno, il suo compagno ne guadagnerà probabilmente 20.000.

Se un uomo guadagna 15.000 euro l’anno ( o peggio ancora è disoccupato ) probabilmente non avrà una compagna ne tantomeno potrà mai metter su famiglia.

Secondo il meccanismo del “marry up”, andando avanti cosi, aumenteranno sempre di più le differenze tra i ricchi e i poveri. Se prima c’erano le famiglie ricche e le famiglie povere, ora ci sono le famiglie ricche e i poveri senza nessuno.
Dove andremo a finire?!

Forse finiremo come in Svezia

giovedì 19 aprile 2007

Giovani Ingegneri: come fanno a non sentirsi ingannati?!

[…]Si sentono tante storie di giovani frustrati, che non hanno un lavoro che li soddisfi, o che li faccia sentire “tranquilli”. Li capiamo. Tutti noi dobbiamo capirli e soprattutto dobbiamo aiutare questo Paese a sviluppare un mercato del lavoro più dinamico e trasparente, che dia delle vere, delle grandi opportunità. In questi giorni si parla di ammortizzatori sociali: finalmente. La flessibilità crescerà, ma un sistema di ”flexicurity” la renderebbe più accettabile. Ma questo significa anche puntare sulla qualità: la qualità della formazione è la chiave della crescita dei singoli e di tutto il Paese. Per alcune lauree, come ingegneria e chimica, l’offerta di lavoro supera il numero dei laureati disponibili. […]

Tratto da Il Messaggero oppure Cambiamondo.

Per alcune lauree, come ingegneria e chimica, l’offerta di lavoro supera il numero dei laureati disponibili ??? Possibile?!

Io non mi ero accorto di esser cosi tanto richiesto. Sono cosi richiesto da essere ancora disoccupato nonostante mi sia laureato ben 4 anni fa (ora ho 29 anni ) e nonostante abbia già tante esperienze co.co.pro. alla spalle. Eppure siamo i più richiesti, l’offerta supera il numero dei laureati disponibili. Allora qual è il problema?

Quando vado alle agenzie di somministrazione e selezione la risposta è sempre la stessa: “Ingegneri, mi spiace, ma qui non li cerchiamo”, “Ho una pila piena di curriculum di ingegneri,ma noi cerchiamo solo saldatori tig e cablatori”, “Vede noi potremmo anche assumerla,ma in verità noi cerchiamo semplici svitabulloni”.

La verità è che siamo stati ingannati e continuano ad ingannarci ogni giorno che passa.
Che senso ha fare anni di sacrifici per prendersi una laurea se poi non è richiesta da nessuno??
Be certo, ti devi spostare. Peccato che io l’abbia fatto,ma non è servito a niente. E non sono servite a nulla neppure le tante esperienze lavorative che ho fatto. Paradossalmente riuscivo a trovare lavoro più prima, quando ero neo-laureato e senza esperienza, che ora. Adesso è diventato proprio impossibile.

Ho lavorato in largo e in lungo per l’Italia, sempre per “contrattini” da 4 soldi.

Ma chi me l’ha fatto fare di fare l’ingegnere?!

Per lavorare devi spostarti a centinaia di km da casa e sgobbare fino alle 8 la sera. Tutto questo per 1000 euro al mese. Ma perché complicarsi la vita? Bastava aprirsi un bar sotto casa per guadagnare molto di più e vivere felice. Peccato che dopo il patrimonio speso per l’università tutto ciò non è più possibile..