venerdì 6 aprile 2007

La vera rivoluzione

Dal blog di un amico:

[...] Tutto nasce dal fatto che tutto ciò che accade nella vita quotidiana mi porta a sostenere che nulla e nessuno potrà mai riportare nei giusti binari il quieto vivere….A chi non è mai successo di trovarsi in difficoltà nel lavoro, nonostante curriculum enormi, solo perchè NON SI HA UNO SPONSOR POLITICO !!!

Siete degli studiosi ? Vi piace il mondo accademico ? Lasciate perdere perchè tanto i Politici vi diranno che in italia non c’è bisogno di ricerca perchè quei soldi andranno destinati a rifinanziare le varie guerre di potere e di imperialismo nel mondo … oppure se proprio vi rivolgerete ai Professori di qualche Ateneo vi risponderanno che quei posti sono già assegnati per i prossimi 1000 anni …. Quindi LASCIATE PERDERE !!!

Siete giovani intenzionati a studiare all’ Università ? Quale errore più grave !!! Lasciate perdere perchè tanto una volta Laureati con una Laurea pesante, magari Ingegneria , magari anche specializzati in qualche Master importante pagando svariati soldi o addirittura con più lauree vi ritroverete solo qualcuno che vi offrirà 1000 € al mese con “contratti” a progetto rinnovabili ogni 3 mesi bene che vi vada o un bel posto da centralinista come qualche anno prima avevate sperato !!!! Per questi contratti un ringraziamento speciale ai SINDACATI e ai SINDACALISTI che hanno inventato la FLESSIBILITA’ (… a voi vi dedicano piazze e vie a noi solo OMBRA E POLVERE !!!) quindi anche in questo caso giovani LASCIATE PERDERE !!!

Siete giovani ricchi di idee e di speranze ? Aprite una azienda e trovatevi i vostri potenziali clienti … come vi chiederete ??? Facile chiedete a qualche vostro amico politico … Non ne avete amici politici ?!? AH AH AH anche in questo caso LASCIATE PERDERE !!!!

Siete ambiziosi e volete fare i manager in quache grossa azienda ? Facile se vi chiamate AGNELLI, BERLUSCONI … (non mi dilungo la lista è lunga …) , non disperate se il vostro congnome non è uno di quelli indicati basta conoscere quaulche CARDINALE o EMINENZAAAAA (meglio se si chiama RUINI o BERTONE), non rientrate nemmeno in questa seconda opzione beh anche in questo caso LASCIATE PERDERE!! [...]

Via | bloggratis.it/diluziotps/

mercoledì 4 aprile 2007

Le fasce di ricchezza in Italia


Secondo la statistica presentata a "Porta a Porta" da Bruno Vespa il 4 Aprile 2007, le fasce di reddito superiori ai 100.000 euro netti l'anno sarebbero cosi distribuite:

Tra 100.000 - 200.000 -> 227.000 persone

Tra 200.000 - 300.000 -> 30.000 persone

Tra 300.000 - 400.000 -> 10.000 persone

Tra 400.000 - 500.000 -> 4.500 persone

Tra 500.000 - 1.000.000 -> 5.500 persone

oltre 1000.000 -> 1.700 persone

In realtà, come ammette lo stesso Vespa in trasmissione, quelli oltre 1.000.000 di euro sono molti di più, ma restano saggiamente nascosti per via dell' evasione fiscale..

Consigli su come trovare lavoro in Italia nonostante la laurea

Guardate qui che sono si sono invetati dei poveri ragazzi laureati pur di trovare lavoro.

Ecco l'idea di mercutio2:
"Io ho intenzione di fare così. Per certi posti (commesso, cameriere etc) ometto nel CV la laurea avuta poi con 110 e lode. Appena vedono che hai la laurea ti scartano all'istante! Quindi metto solo il diploma, anche se il mio non è gran che (maturità classica mentre preferiscono o ragioneria o alberghiero).
Poi si può mentire certo sulla residenza. Dici che è vero che risiedi dove in realtà abiti, ma hai il domicilio a Roma cioè hai già casa a Roma e puoi quindi iniziare subito l'attività .
E questo non basta. Nel CV devi mentire spudoratamente e cioè mettere almeno 1 mese di esperienza in quel settore, meglio all'estero così loro non possono verificare e fai la bella figura dell'esperienza in lingua straniera.
Questo per avere le carte in regola per farsi chiamare ai colloqui, ho visto che la cosa funziona! Il problema poi è passarli questi maledetti colloqui ???!"

Francia: più ingegneri, meno soubrette..

PARIGI - Il TGV , il treno ad alta velocità francese, ha stabilito un nuovo record mondiale di velocità su rotaia a 568 Km/h in una prova non ufficiale. La notizia viene riportata dal quotidiano Le Parisien. Il tentativo ufficiale si terrà il 3 aprile nel pomeriggio sulla nuova linea verso Strasburgo, una prima parte della quale é stata inaugurata pochi giorni fa. Il giornale riferisce che a bordo del treno che ha raggiunto i 568 chilometri orari vi era anche il presidente della società che lo ha costruito, la Alsthom trasporti. Il convoglio era formato da due motrici tra le quali vi erano tre vagoni a due livelli. L'obiettivo ufficiale è di battere il record del TGV registrato nel 1990, quando si erano raggiunti i 515,3 chilometri l'ora, arrivando a 540 chilometri, e cioé 150 metri al secondo. Di qui il nome in codice dell'operazione che viene indicata come V150.

Via | ansa.it

martedì 3 aprile 2007

Quelli che fanno televisione

L’Italia è il paese in cui è normale che un numero consistente e crescente di persone si qualifica dicendo “faccio televisione”. Ma che lavoro è fare televisione?!

In Italia la gente che ha sudato per prendersi una laurea in medicina o in ingegneria o in qualsiasi altra cosa, si ritrova (quando va bene) con stipendi da fame che sfiorano il ridicolo e dopo decine di anni, quando lo stipendio inizia a crescere, comunque sarà sempre inferiore a quello di un qualsiasi comico televisivo, di un qualsiasi presentatore, di un qualsiasi buffone della televisione.

Questa è l’Italia a due velocità dove ci sono differenze abissali tra chi lavora nella televisione e chi lavora fuori.

Nella televisione gli stipendi sono altissimi per tutti, il meno bravo prende mediamente 5000 euro al mese, il più bravo arriva anche a 100.000 e più con una serata, ma fuori dalla televisione, nel mondo di chi deve lavorare davvero (anziché fare televisione) gli stipendi sono di un altro tipo.

Si parte da meno di 1000 euro al mese per arrivare a circa 1500 euro dopo tantissimi e tantissimi anni di fatica.

In Italia non importa se salvi la vita alla gente, non importa se costruisci ponti, strade e ferrovie, non importa se mandi avanti una fabbrica, non importa se fai ricerca, non importa se mandi avanti un paese ( vedi pompieri,tassisti, medici, ingegneri, falegnami, contabili, ricercatori, camerieri, commessi, baristi, poliziotti, informatici, operai, elettricisti ecc ) il tuo stipendio sarà sempre ridicolo ..sempre bassissimo rispetto a chi fa televisione!!

E’ cosi perchè in Italia è più importante chi prende a calci un pallone di chi salva la vita alla gente, è più importante chi presenta balletti, di chi porta avanti una fabbrica, è più importante chi fa il comico/buffone di chi fa ricerca, è più importante chi fa “il tronista” di chi lavora sul serio… di chi fa il meccanico, l’elettricista, il postino, il contabile, il disegnatore, lo spazzino, l’idraulico o qualsiasi altra cosa non abbia a che fare con la televisione.

Un qualsiasi buffone della TV ( anche una semplice Iena ) guadagna più di un dirigente di fabbrica, più di un medico, più di un pompiere, più di chiunque faccia sul serio un lavoro!

Ormai è di moda dire “faccio televisione”,ma cosa cavolo significa?!

Lo dico io cosa significa: significa fare il parassita della società, significa guadagnare un sacco di soldi per non fare nulla, per fare salotto in TV, per raccontare barzellette, per insultare qualcuno, per presentare balletti, per raccontare una partita di calcio o per fare il buffone!

Per fare queste cavolate si guadagna veramente tantissimo …e questo è vergognoso!!

E’ vergognoso perché in questo paese gli insegnanti e i ricercatori faticano ad arrivare alla fine del mese!! E’ vergognoso perché “i buffoni della TV”, alla faccia nostra, fanno una vita da Re o da Regina.

Non so voi, ma io sinceramente non mi sento inferiore a questa gente che “fa televisione” e sono stufo di questa disparità di trattamenti; non li odio e non li invidio, ma so che è per colpa loro che l’Italia va male! Una volta si diceva “lavoriamo tutti lavoriamo meno” e loro non lavorano affatto ..fanno salotto, si divertono, fanno chiacchiere e prendono un sacco di soldi che in realtà dovrebbero finire nelle tasche della povera gente.. quella che lavora sul serio.. perché alla fine la ricchezza della nazione è quella che è e se finisce nelle tasche dei “super uomini e super donne” che fanno televisione, alla gente che lavora veramente cosa gli rimane?! 1000 euro al mese se va bene.

E 1000 euro al mese non bastano mai, ancora di più se devi lavorare almeno 8 ore al giorno e alzarti alle 6 tutte le mattine ..e magari per fare quel lavoro ti sei dovuto laureare, hai dovuto studiare una vita e la ricompensa è stata vedere il “tronista” semianalfabeta girare in Ferrari fuori le discoteche..

forse perché è quello il suo lavoro.. alzarsi tardi, divertirsi, lavorare una volta al mese e godersi la vita con tanti soldi in banca alla faccia di chi quei soldi non li avrà mai, nonostante il sudore, gli studi, la fatica e l’impegno.. semplicemente perché non lavora nella televisione.. e qui parliamo della televisione dove tutto è più facile e dove tutti guadagnano tantissimo con pochissima fatica.

Noi siamo i poveri e i deboli, loro sono i ricchi e i potenti. E’ l’Italia a due velocità.. è l’Italia divisa tra chi è dentro ( la televisione ) e chi è fuori…………
ma se un giorno noi smettessimo di lavorare tutti, chi manderebbe avanti l’Italia?!! Chi lavorerebbe nelle fabbriche?!? Chi lavorerebbe negli ospedali?!?! Chi lavorerebbe nei bar?!? Chi costruirebbe le strade e le case?!? Non di certo loro “quelli che fanno televisione” … “quelli per cui la vita è solo un salotto in TV” ….

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Vi ricordate questo vecchio post?

Ringraziamo gli amici di IlGattoDiMarmo per averlo fatto tornare di nuovo sulla cresta dell'onda..

lunedì 2 aprile 2007

Incentivi per assumere laureati

Cercando informazioni qua e la sulla rete, ho trovato questo vecchio articolo di Federico Pace ... buona lettura.

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"Il rischio che stiamo correndo è di creare generazioni di laureati delusi senza un futuro davanti a sé". E' allarmata l'analisi sull'ingresso dei laureati nel mondo del lavoro del professor Andrea Cammelli, Presidente del consorzio interuniversitario Almalaurea.
Professor Cammelli, lei studia i giovani laureati da molti anni, ritiene che ci sia un modo per agevolare la loro entrata sul mercato del lavoro?
"La gran parte delle imprese oggi assume diplomati piuttosto che laureati. La proposta che mi sento di lanciare è che ci si dovrebbe dar da fare per introdurre una defiscalizzazione sugli oneri per quelle aziende che assumono laureati. Se le imprese vogliono introdurre competitività devono utilizzare risorse umane di alto profilo. E non solo italiani".
Anche laureati da altri Paesi?
"E perché no? Che vengano anche da altri Paesi, che si aprano le frontiere. Negli anni precedenti le nostre aziende hanno basato la loro competitività più sui prezzi che sulla qualità delle risorse umane. Si deve cambiare. Quel che più importa ora è che esse devono cambiare atteggiamento e, se non lo fanno da sole, bisogna dare loro qualche stimolo. Per questo penso alle agevolazioni fiscali".
Quest'anno le imprese assumeranno meno laureati dell'anno scorso. In qualche modo alcuni laureati si vedono costretti a scegliere tra l'opzione master o quella di accettare un lavoro da "diplomati". Lei cosa suggerisce di fare?
"Credo che messa così la condizione dei laureati diventi una specie di guerra. Ci sono altri numeri che destano preoccupazione. I laureati che hanno partecipato ai progetti internazionali Erasmus e Socrates trovano lavoro con una probabilità più o meno identica a quella dei laureati che sono rimasti in Italia (solo un punto percentuale in più). Mi chiedo se è mai possibile che questi laureati, ovvero giovani cha hanno tagliato il cordone ombelicale con la famiglia, che conoscono le lingue, che mostrano di essere disposti a trasferirsi, non riescano a farsi preferire dalle aziende. Allora mi viene da pensare che sono le aziende che preferiscono accontentarsi".

La laurea breve che doveva favorire l'incontro dei giovani con il mondo delle aziende, secondo alcuni, non è riuscita a raggiungere i suoi obiettivi. E' così?
"Noi negli ultimi anni abbiamo ceduto più di 400 mila curriculum alle aziende e debbo dire che le imprese non sembrano distinguere tra laurea breve e laurea a 5 anni. Ho paura però che ci sia una specie di luogo comune avviato dalle università insoddisfatte dalla riforma e spinto verso la società. Non nego che ci siano problemi, ma questa idea diffusa e non verificata, che i laureati brevi siano meno 'pronti' al lavoro dei laureati a 5 anni, è tutta da verificare".
Come è cambiato in questi ultimi anni il rapporto dei giovani con il futuro?
"Un tempo, succedeva che uno studiava con slancio e con la convinzione che se ci si dava da fare velocemente, si finiva in una delle nostre grandi aziende, penso all'Olivetti ad esempio. Oggi tutto questo non c'è più. Le nuove aziende però stanno faticosamente rimettendo i conti a posto. Ma devono spicciarsi perché ai ragazzi dobbiamo dare una speranza".


Via | uonna.it

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