domenica 25 marzo 2007

Tassiamo gli spettacolini in TV

Logo PAIIl Partito degli Automobilisti nasce con l’intento di tutelare quella categoria di persone da tempo più tartassata in Italia: gli Automobilisti.
Il motto di questo partito è : “Meno tasse per gli Automobilisti e più tasse per chi lavora in televisione”. Effettivamente l’idea non è malvagia. Ci sono persone che prendono anche più di 10.000 euro per fare “comparsate” in televisione di pochi minuti; parliamo dei personaggi dei reality, dei presentatori tv, degli opinionisti vari, delle soubrette, dei salottisti ecc per questa categoria di persone la massima aliquota del 43% è troppo bassa, secondo il P.A.I. la si potrebbe portare almeno al 90%. In questo modo lo stato potrebbe sfruttare le nuove entrate per ridurre le accise sulla benzina, eliminare il bollo auto e sistemare la situazione stradale in generale.

Il Partito degli Automobilisti si è formato in questi giorni a Pescara e cerca persone motivate per completare l’organigramma della sua classe dirigente. Se qualcuno dovesse essere interessato può trovare maggiori informazioni nel sito ufficiale.

Via | partitodegliautomobilisti.blogspot.com

36 commenti:

Anonimo ha detto...

L’Italia a due velocità, ingegneri disoccupati e il laureato pentito
***
Onestamente quelli che si lamentano per gli stipendi elevati di altri che non hanno gli stessi titoli di studio mi spaventano almeno quanto chi appare in televisione senza avere alcuna abilità.
Date un’occhiata ai commenti del post L’altra faccia del lavoro a termine. Sono un milione i precari “scaduti”, vi troverete una sequenza interminabile di pianti, lamenti e singulti, con una vetta insuperabile di lirismo: mi riferisco all’autore della feroce invettiva contro i personaggi televisivi dal titolo: L’Italia a due velocità.
Questa invettiva è intrisa di grottesco nei toni e nei contenuti. Eppure è tutto così semplice…
Non sopporti chi appare in tv? Spengi quella cazzo di tv!
Non sopporti il tuo lavoro al punto di lamentarti come una donnicciola?
Cambia quel cazzo di lavoro!
Hai così tanto tempo libero per scrivere post che non risolvono alcun problema?
Invece di rompere i coglioni al tuo vicino, dedicati a progetti seri, crea TU i tuoi contenuti televisivi e diffondili liberamente online!
Oppure partecipa a qualche progetto di volontariato, perché dare, prima che ricevere o peggio pretendere sulla base di un banale pezzo di carta per quanto sudato, è il primo passo per sconfiggere quel mondo di apparenza che tanto ti infastidisce e ti fa piangere…
Di possibilità di mettere a frutto la tua intelligenza in modi assai migliori delle sterili condanne ce ne sono quante ne vuoi!
Prima di concludere, ecco altri blog imperdibili per chi è abituato a lamentarsi dei suoi problemi e delle sue sfighe cosmiche: ingegneri disoccupati e il blog del laureato pentito!
Con ciò non intendo assolutamente dire che certa gente non ha proprio un cazzo da fare! :-)
Voglio soltanto sottolineare un aspetto sovente trascurato: ci sono così tanti esseri umani ad aver bisogno di aiuto che non vale davvero la pena di scaldarsi tanto (consumando preziose energie investibili più utilmente altrove) per qualche saltellante sgallettata rifatta che guadagna milioni di euro esibendo seni e cosce su un palcoscenico… :-)

Anonimo ha detto...

1) "Non sopporti chi appare in tv? Spengi quella cazzo di tv!"

Infatti. Non la guardo da un bel pò.

2) "Non sopporti il tuo lavoro al punto di lamentarti come una donnicciola?
Cambia quel cazzo di lavoro!"

Non ho un lavoro. Sono disoccupato da un bel pezzo e non di certo per mia scelta.

3) "Invece di rompere i coglioni al tuo vicino, dedicati a progetti seri, crea TU i tuoi contenuti televisivi e diffondili liberamente online!"

Non sono Berlusconi. E non amo fare televisione. Il mio era solo un grido di giustizia di una persona laureata ,ma disperata come ce ne sono fin troppe in Italia.


***

Ps. Continuerò a fare il mio lavoro nonostante gli insulti e le derisioni di chi come te mi da contro. Il coraggio di cambiare l'Italia sta anche in questo. Voglio solo un Italia migliore e mi sto battendo per questo.

Anonimo ha detto...

Per chi non l'avesse capito l'articolo non era un pianto. Voleva semplicemente denunciare una situazione disastrosa(tutta italiana) per i nostri laureati.

Mentre in televisione continuano a dirci e ripeterci che in Italia ci sono fin troppi pochi laureati, la maggior parte dei laureati è disoccupata ed è costretta e emigrare all'estero.

Per GNULIANO

Ti asssicuro che non è bello andar via dalla propria città e lasciare cosi amici e parenti.
E' facile per te parlare che non hai dovuto patire queste sofferenze. I tanti laureati che piangono la loro situazione nei blog non lo fanno certo per divertirsi.
E' facile fregarsene dei problemi degli altri quando si sta con la pangia "abbotta", non è vero?!

Non te lo auguro,ma vorrei vedere te in una situazione come quelle dei nostri amici/colleghi laureati disoccupati.

Su una cosa però hai ragione.
Noi non dovremmo lamentarci,ma ci fa rabbia vedere le istituzioni e i mass media che insistono sullo scarso numero dei laureati in Italia quando in effetti è il contrario.

Questo è il problema che stiamo cercando di denunciare, non altro.
E' vero pure che mentre medici e ingegneri fanno la fame ci sono soubrette e presentatori che si arricchiscono,ma il vero problema(quello grave) è l'ignoranza della gente che come te ignora la situazione dei laureati in italiana. Uff..
Perdonami il gioco di parole.

Anonimo ha detto...

@GNULIANO

Perchè a te pare poco creare un partito?!

Ma vatti a fare un giro va....

Anonimo ha detto...

GNULIANO sei il loro servo.
Sono quelli come te(che non si ribellano) che mandano avanti il mondo milionario delle soubrette e dei Lele Mora.
Se questa Italia fa schifo la colpa è di quelli come te.

Anonimo ha detto...

GNUCCOLIANO
E' vero quello che dice Mario, è facile parlare quando si sta con la pancia "abbotta". Spera di non trovarti mai in una situazione difficile... poi voglio vedere le lacrime amare che piangerai tu!!

Rispetta le persone che stanno peggio di te e rispetta le situazioni difficili degli altri.
Se certe emozioni non le hai provate facci il piacere di non proferire parola.

Fai più bella figura.

Mr. Turbo ha detto...

Ragazzi per favore cercate di non offendere nessuno. Non in questo blog.

Anonimo ha detto...

I laureati meritano più dignità. Fate bene a incazzarvi.

Anonimo ha detto...

Ma questo GNULIANO è proprio un genio!?

Perchè mai un giovane ingegnere dovrebbe lasciare tutto (dopo i suoi lunghi anni di studio) per mettersi a fare la televisione online su internet?!?!? Oppure per far concorrenza alle soubrette nostrane?!?!

GNULIANO VERGOGNATI

Le soubrette con ingaggi milionari sono figlie del clientelismo tutto italiano che da i lavori migliori ai "prescelti" ed esclude tutti gli altri da qualsiasi forma di potere o di lavoro ben pagato.

Questo sistema malato va combattuto e non ignorato come suggerisci tu.

VERGOGNATI

Per fortuna le persone non sono tutte come te ,ma si ribellano e fanno qualcosa per cambiare le cose. Forse a te un blog pare poco,ma la penna fa più male di una spada, quindi non sottovalutare la potenza di un'articolo scritto forse "maluccio",ma col cuore.

Anonimo ha detto...

GIULIANO bello ma che testa c'hai?!!

Mr. Turbo ha detto...

Vabbe Gnuliano ha detto la sua opinione. Eppoi si sapeva che i VIP della televisione sono molto amati (e difesi) dalla gente.. chissà poi perchè..

Anonimo ha detto...

E' cosi!! Alla gente non taccategli i propri idoli senno vedi come si inkazzano!!

Noi ci proviamo a far capire alla gente che questo sistema non va bene,ma poi sta a loro...

Evidentemente è vero che gli italiani hanno la televisione che si meritano..

Anonimo ha detto...

Peggio
...hanno l'Italia che si meritano!!

Mr. Turbo ha detto...

Infondo l'importante è che almeno se ne parli :-)

Anonimo ha detto...

Infatti....

Anonimo ha detto...

Le persone non lo vogliono capire che cosi non va bene.

L'Italia non è particolarmente ricca di materie prima e non è autonoma per quanto riguarda le fonti di energia. Neanche nella tecnologia è messa bene!

Compriamo il gas dalla Russia, l'energia elettrica (nucleare) dalla Francia, i computer dall'america (o dall'asia) ecc

I telefonini dalla svezia?!?

Siamo i primi "consumatori" al mondo di telefoni cellulari e i nostri ingegneri elettronici sono tutti disoccupati!!

Tutti i migliori cervelli italiani stanno fuggendo all'estero.
Cosa ci resterà qui in Italia?!

Solo le soubrette e i presentatori!!!!?

Qui sembra che l'unico business che non va mai in crisi è quello della televisione.

Ma per noi comuni mortali è impossibile entrar a far parte di quel mondo.. e sinceramente io neanche lo desidero.

Ci sono cose più importanti da valorizzare.

Però è pur vero che il settore della televisione è l'unico veramente ricco da scoppiare.

Loro hanno i fondi per pagare qualsiasi stipendio gli venga richiesto,tanto prendono i soldi a palate dalla pubblicità,ma alla fine anche quelli sono soldi che provengono dalle nostre tasche.

Soldi che "cacciamo" ogni volta che andiamo a comprare qualsiasi cosa.. volendo o nolendo... non si può scappare da questo sistema invincibile.

Qual'è il problema?!?
Il problema è che questa gente VIP si arricchisce alla faccia nostra e di tutta la povera gente che li deve mantenere andando a lavorare mentre loro stanno a far salotto in TV!!

E io pago... ...come diceva TOTO!!!
Pero qui a pagare siamo noi.......

E non possiamo neppure lamenterci.. perchè c'è gente pronta a bastonarci..

Grazie Gnuliano.

Anonimo ha detto...

Grazie a te..

Anonimo ha detto...

GNUliano sei un bastardo!!

Mr. Turbo ha detto...

GNUliano è libero di pensarla come vuole.
Il punto è che bisognerebbe essere solidali e non strafottenti verso le persone in difficoltà..

La precarietà e la disoccupazione sono dei mali terribili che possono colpire chiunque.. non dimentichiamocelo!!

Mr. Turbo ha detto...

Guardate qui cosa dice Repubblica.it:

[...] Le colpe di un sistema che arranca? Secondo Mussi vanno cercate nella bassa composizione intellettuale del mercato del lavoro: "Le imprese cercano analfabeti". Del resto le statistiche confermano la bassa propensione ad investire in ricerca e sviluppo. Fa spavento il 2,3% di investimenti italiani sul valore aggiunto, cioè sulla ricchezza nuova prodotta - spiega Mussi - Mentre la media europea è del 5,5, la Germania è al 7,5, gli Stati Uniti all'8,7 e il Giappone al 9,6.[...]

Certo, in Italia si investe su Sanremo anziche sulla ricerca e questi sono i risultati...

Mr. Turbo ha detto...

[...]I laureati. L'Italia ha solo l'11% di laureati sul totale della popolazione. Negli Usa, dove per frequentare l'università e prendere una laurea si spendono decine di migliaia di dollari, sono il 39%. In Francia i laureati sono il 24%, in Irlanda il 28%, in Gran Bretagna il 29%, in Portogallo il 16% (sempre più di noi). E' vero che la laurea non è una garanzia in Italia. E' vero che spesso le aziende preferiscono un bravo diplomato a un normale laureato. In questo forse più che in qualunque altra cosa, si segnala l'arretratezza del nostro tessuto economico, dell'incapacità delle aziende di investire sul capitale umano.[...]

Link: http://angelapadrone.blogspot.com/

Mr. Turbo ha detto...

L'Italia ha un tessuto industriale diverso da quello degli altri paesi europei, ci sono più "impresucce" e meno multinazionali.
Prababilmente è proprio per questo che l'Italia ha bisogno di meno laureati degli altri paesi europei.

Io non so esattamente come stiano le cose, quello che però è chiaro è che qui in Italia ci sono molti più laureati di quelli che servono.

E questo spiega tutto.
Spiega perchè i laureati sono cosi sotto pagati e sotto richiesti (c'è più offerta che domanda) e spiega perchè tutte le statistiche di questo mondo non renderanno mai giustizia alla situazione italiana attuale.

...

Mr. Turbo ha detto...

E' vero anche che l'Italia è passata da un numero di laureati bassissimo ( forse meno dello 0.1%) a un numero considerevole (appunto l'11%) nel giro di qualche anno.

Tutti questi laureati adesso sono disoccupati o alla base delle piramidi gerarchiche delle varie aziende.

All'estero invece i laureati sono stati inseriti un pò alla volta e adesso la maggior parte di loro si ritrova in alto, alla dirigenza di aziende grandi e piccole.

In Italia poi i laureati non possono crescere professionalmente perchè al 99% dei casi si ritrovano con dei capi che sono solamente diplomati.

L'Ingegnere pentito ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
L'Ingegnere pentito ha detto...

attenzione però..a volte i capi diplomati sanno molto di più del laureato..perchè hanno avuto tempo di imparare il mestiere..conosco dei validissimi periti che per la loro passione sanno infinitamente di più di molti ingegneri..non cadiamo nel luogo comune che il perito per forza è di livello inferiore..

Mr. Turbo ha detto...

Scusami ma cosa centra il mestiere?!
Non credo che esista un mestiere dove si possa imparare a risolvere le equazioni differenziali alle derivate parziali!!

Queste cose o le impari all'università o non le imparerai mai ... a meno che non sei un genio,ma in quel caso non sei un buon diplomato,ma semplicemente un genio!!!

Purtroppo si fa un pò troppo presto a dire "buon diplomato", ricordiamoci che la maggior parte dei lavori in Italia sono talmente banali e ripetitivi che dopo 10 anni di esperienza persino una scimmia riuscirebbe a portarli a termine con risultati eccellenti!

Altro che validi diplomati!!!

Mr. Turbo ha detto...

Per carità, io non ce l'ho con i diplomati.
Voglio solo dire che i famosi validi diplomati di cui tanto si parla sono gli stessi che non sono riusciti a superare gli esami che noi invece abbiamo superato con successo.
Nella mia ingegneria ce la faceva uno su cento o anche meno.
I migliori diplomati sono quelli che adesso son diventati Ingegneri (o che comunque si sono laureati in qualche cosa). Gli altri sono i peggiori. E' giusto puntualizzarlo.

Non prendermi per presuntuso. Dobbiamo imparare ad alzare la cresta altrimenti qua finisce davvero che ce lo mettono nel ....

Anonimo ha detto...

Dici cose stravere.
Anche il latino, per esempio, se non lo impari a scuola non lo imparerai di certo facendo pratica in qualche mestiere..

L'Ingegnere pentito ha detto...

Volevo dire che spesso ci sono neolaureati che pensano di arrivare a spaccare il mondo e di poter essere "capi" in un anno. Spesso hanno davanti capi o tecnici che farebbero meglio ad ascoltare, per imparare, vista che l'università non insegna le cose pratiche.
Le equazioni differenziali..si certo fighe, se servissero nelle aziende italiane..tra l'altro io almeno usavo le trasformate di Laplace già all'ITI.

Quando andai durante l'università ad uno stage, capii le differenze: all'università ti spiegavano un metodo diagnostico con i sesnori più sensibili..nella azienda invece l'idea era: "Ehi, se io metto questo sistema, così sensibile, rischio fi fargli vedere i miei difetti e non solo i difetti per invecchiamento".

Magari che nelle aziende si potesse mantenere una certa continuità con l'università, dove si possa continuare a spingersi nella innovazione..invece la ricerca troppo spesso si limita alla ricerca dei fondi europei..

Mr. Turbo ha detto...

L'Università non è e non vuole essere una scuola professionale (cioe la scuola che ti insegna una professione) ed è giusto cosi.

L'Ingegnere non deve mettersi a competere con un tecnico per vedere chi è più bravo a saldare un filo. Non ha senso.

Un conto è applicare una formula, un conto è capirne la provenienza!

Nei corsi universitari di Fisica o di Matematica ripercorri gli stessi percorsi che hanno portato i più illustri scienziati alle loro scoperte, praticamente rivivi la storia.

Queste cose non servono di certo per fare meglio i lavori tecnici,ma quando poi sei in alto, dirigi, è allora che la cultura di base viene fuori e può fare la differenza tra chi si trova li per caso e chi invece è un Ingegnere.

Anonimo ha detto...

Ragazzi,ma voi vi ricordate i "famosi" 200 teoremi di Geometria e Algebra ?!

Altro che latino.... quando all'orale dovevi prepararti 200 teoremi assieme era già tanto che la testa non ti esplodeva........................

Mr. Turbo ha detto...

Ma voi scherzate?!

Io mi ricordo benissimo tutto della vita che facevo da universitario anche se mi sono laureato ben 4 anni fa.
Ogni giorno senza un soldo, bisognava fare i conti con la spesa, la bolletta della luce, la bolletta del metano, i termosifoni (sempre spenti nonostante a l'aquila facesse freddissimo), i soldi che non bastavano mai, la testa sempre china sopra i libri per ore e ore..
mentre i miei coetanei non universitari andavano in giro con i super macchinoni comprati con i loro stipendi freschi freschi....

L'avessi fatta anch'io quella vita, 7 anni di sgobbate inutili senza un soldo contro 7 di stipendi e carriera...

Anonimo ha detto...

Bella la vita?

L'Ingegnere pentito ha detto...

Daniele, non sto dicendo cose diverse dalla tue..sono d'accordo che la laurea dovrebbe dare quel qualcosa in più (altrimenti l'università sarebbe senza senso).

Mr. Turbo ha detto...

Si più o meno diciamo le stesse cose.
Tu sei l'Ingegnere pentito, io sono l'Ingegnere deluso... possiamo darci la mano:-)

Mr. Turbo ha detto...

Aggiungo un ultima cosa:


Ai tempi in cui lavorava mio padre, nel mio paese c'era un bel polo chimico costituito da una manciata di industrie petrolchimiche per un totale di circa 1000 dipendenti.
Tra questi c'erano almeno 700 operai, tutti con al massimo la licienza media.
Quelli con le scuole professionali facevano i capo squadra o i capi turno a seconda del contesto. Ne erano un forse centianio.
I pochi con il titolo di perito facevano i capi reparto. Ne saranno stai al massimo una trentina, non di più.
Gli ingegneri invece erano tutti direttori o vice direttore, ne erano meno di una decina in tutto il polo industriale.

Ora, in quei tempi, nessuno si chiedeva se il perito potesse essere più bravo a fare questo o quel lavoro rispetto all'ingegnere. L'ingegnere era il direttore perchè aveva il titolo di studio più alto, aveva studiato di più, non c'era bisogno di aggiungere altro. Non bisognava provare nulla sul campo.
I lunghi anni passati all'Università per superare i "famosi" 28 esami parlavano da soli. Semmai si poteva discutere su quale ingegnere fosse più bravo. Ma non aveva alcun senso confrontare il perito con l'ingengere o il perito con quello con le professionali.

Ognuno aveva il suo lavoro e nessuno si lamentava.
Ovviamente c'erano Periti Chimici, Ingegneri Chimici e quelli con le professionali avevano l'indirizzo Chimico,ma ognuno aveva i suoi differenti compiti. E non c'era assolutamente competizione tra diplomati e laureati.

Un volta presa la laurea era fatta, era l'azienda stessa che ti formava come direttore. L'università dava solo la teoria e bastava quella.

Mio padre in quel periodo si occupava di contabilità, era un diplomato in ragioneria e faceva giustamente il ragioniere..