mercoledì 25 aprile 2007

Ridere fa bene alla salute ..anche agli ingegneri

Ecco un vecchio articolo di qualche anno fa. Adesso non potrà che farci sorridere, ma se è vero che ridere fa bene, ridiamo di gusto :-)

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Volete trovare, in tempi brevi, un'occupazione stabile e soddisfacente? Allora vi conviene diventare ingegneriAd alcuni neolaureati bastano pochi minuti per trovare un posto, ad altri occorrono anni per sbarcare nel mondo del lavoro.
Certo la qualità dell'ateneo gioca la sua parte, ma molto dipende anche dal settore di studi prescelto.
Prendiamo gli ingegneri, ad esempio. Non fanno in tempo a godersi la festa di laurea che scattano le telefonate dalle aziende a cui l'università ha inviato il curriculum. Il vero problema di un neolaureato in ingegneria, appena uscito dall'aula in cui ha discusso la tesi, è quale offerta di lavoro preferire.

E' l'intero gruppo di lauree ingegneristiche, infatti, a confermarsi apprezzato da chi seleziona le risorse umane. In particolare, sono particolarmente ricercati i dottori in ingegneria elettrotecnica, ambientale e aeronautica, alle prime tre posizioni della classifica stilata dal sistema informativo Excelsior su dati Unioncamere. I dati sono stati ricavati incrociando le informazioni sui laureati della università italiane con le assunzioni programmate delle oltre centomila imprese che compongono il sistema informativo Excelsior di Unioncamere.

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15 commenti:

Mr. Turbo ha detto...

Date anche un occhiata a questi:

Chi seleziona i selezionatori?

Mi vuoi esaminare? Mi devi pagare

Anonimo ha detto...

Qua non ci sta da ridere,ma da piangere :°°°

still searching. ha detto...

Ciao, anche io sono una "risorsa umana pregiata dimenticata". Ho passato 10 anni della mia vita a capire perche' le cose vanno cosi' in Italia. Ho faticato molto di piu' a capire questo che a laurearmi (in ingegneria meccanica). Con tutto il rispetto e la comprensione ora posso dirti che sbagli su alcuni presupposti:

1. Non c'e' nessun vincolo di causa effetto tra il fatto di aver faticato per laurearsi ed il fatto che questo venga ricompensato con un lavoro adeguato.

2. Non ho mai incontrato un laureato in Italia (all'estero si invece) che fosse direttamente spendibile nel mondo del lavoro.

Queste due questioni nascondono un mondo completamente talmente visibile e conclamato che quasi nessuno lo vede. Fondamentalmente queste due questioni sono due dei tanti effetti del SISTEMA.

Se sei ancora tra quelli che pensa che il SISTEMA non esite e ti ritieini radicalmente libera perche' il sistema formativo del tuo Paese ti have dato gli strumenti culturali per capire il mondo che ti circonda... dovresti cercare un tuo "morfeo" e prendere quella benedetta/maledetta pillola rossa... e scoprire quanto e' profonda la tana del bianconiglio.

Il SISTEMA esiste e come... e il giorno che comprenderai la sua potenza perderai il sonno e rimpiangerai il giorno in cui ne hai scoperto la capillarita', i simboli attraverso i quali si propaga... e la cecita' che tutti ci coglie (anche se qualcune apre gli occhi).

Fai questo esperimento... per 6 mesi non leggere nemmeno un giornale ne' guardare un solo minuto di televisione, non utilizzare bancomat o carte di credito, ma solo contante. Segui solo il tuo istinto mentre ti informi e non leggere i siti dei quotidiani che hanno anche un corrispettivo stampato. Leggi siti stranieri. Documentati sugli asset e sulle composizioni azionarie o i sindacati di controllo delle istituzioni da cui trai le tue infomazioni.

Questa e' una "pillola rossa"... e bada bene... non ha niente a che fare con i comunisti... anzi... scoprirai un nuovo mondo. Scoprirai quanto sovversiva e' l'informazione ufficiale, e quanto inutili sono le cose che il sistema scolastico del tuo Paese ti ha insegnato. Scoprirai una nuova Storia del mondo... ed in particolare... documentati molto molto molto bene... su cio' che e' successo nel mondo tra il 1691 ed il 1863. Questo e' stato il secolo piu' importante della storia dell'uomo.
Le guerre mondiali, il fascismo... la guerra civile americana, e la rivoluzione francese ti appariranno come eventi irrilevanti quando avrai scoperto cosa realmente e' successo in quegli anni che la storia ufficiale nemmeno menziona... che il tuo Paese non ti dice.

Gli effetti di quello che e' successo in parte dell'Europa nel 1691 li paghi ancora oggi, ogni giorno, con le tue tasche, con le tue competenze che non ti danno un lavoro...

Non e' colpa tua, ma finche' non cambi punto di vista non capirai perche' le cose vanno cosi'.
E vanno cosi'... perche' qualcuno ha deciso che le cose andassero cosi'. E ti assicuro che questo qualcuno non e' al governo di questo Paese e non c'e' mai stato.

Un abbraccio.

Mr. Turbo ha detto...

Credo che dopo questo che mi hai scritto non dormirò mai più la notte!!
Tra le tue pillole colorate, per caso, hai anche un sonnifero?:-)

Anonimo ha detto...

sento odore di controinformazione .....

++++
Appunto, ma già da anni allora i laureati erano mediamente carenti rispetto alle richieste del mondo delle imprese, solo che non hanno avuto dei problemi di inserimento così gravi come quelli degli ultimi 3-4 anni.
Ho un parente "acquisito" che ha impiegato un anno e mezzo in più di me ed è uscito con 20 punti in meno nel mio stesso corso di laurea ( stessa università, stessi professori e stesso ordinamento ). E' uscito 6 anni prima di me, e ha trovato quasi subito. Io no.

+++++
comunque il termine risorsa umana fa ribrezzo, pensavo di essere una persona e invece per le imprese sono solo un "mezzo animato" al più non utilizzabile.

still searching. ha detto...

Fino a circa 6 anni fa c'erano ancora un po' di rimasugli di quella industrializzazione forzata che il piano Mashall ha imposto a questa parte dell'Europa dopo la seconda gurra. Quando il blocco cinese è sfuggito al controllo del SISTEMA dopo la ri-annessione di Honk Kong, l'Europa manifatturiera non ha avuto scampo.
Bisognava capirlo quando Honk Kong fu riannessa... ma all'epoca neanche la loggia di controllo aveva le idee chiare...
Non esiste nessuna speranza per l'industria italiana di sopravvivere i prossimi 10 anni e gli investitori internazionali lo sanno. Per questo nessuno investe in Italia. Non perchè non ci sono laureati o infrastruttutture... tutti specchietti per le allodole...
Chi sa... non investe. E fa bene. (Io non lo farei)

still searching. ha detto...

La storia è maestra di vita. Non credete ai vari Asor Rosa ed Einaudi... artefici della schiuma che ci intasa il cervello...
La storia insegna e come. Con la storia si capisce perchè le cose vanno così oggi. Con la vera storia.

riellox ha detto...

still searching ma ti sei dato al mondo del design?
Piacerebbe anche a me...

Mr. Turbo ha detto...

Ragazzi state uscendo un po fuori dal tema.

Io la vedo cosi: l'università italiana deve tornare a sfornare pochissimi laureati l'anno.
I laureati devono essere apprezzati dalle aziende non per quello che sanno fare,ma per quello che rappresentano. Ovvero l'élite.

Adesso non c'è più nessuna selezione, chiunque può laurearsi in qualsiasi cosa con il minimo di studio e questo le imprese lo sanno benissimo.

E' vero che per le p.m.i italiane gli ingegneri sono un pò troppo teorici,ma non è un vero problema. Per le questioni puramente tecniche ci sono già i periti industriali e bastano quelli.
Anche perchè questi hanno già delle competenze fin troppo elevate per il livello delle piccolissime imprese italiane..

IngElettronico ha detto...

Sono daccordo su tutto con MrTurbo.
Il punto è proprio questo.

L'università, per accontentenare le imprese, sta abbassando il livello degli ingegneri fino a farlo corrispondere con quello dei periti di pochi anni fa.
Ma una sovrapposizione forzata delle due figure non ha alcun senso.
Ognuno deve avere il suo ruolo altrimenti il risultato non può che essere la disoccupazione.

still searching. ha detto...

Allora scusate... chiudiamole le Università italiane. Già sfornano meno laureati-da-call-centre di quelli che servono... in più se le usiamo per sfornare solo un'élite, che bisogno ne abbiamo? L'élite mica studia in Italia... Andiamo direttamente a studiare all'estero.
Qual'è l'impatto sul PIL dell'Università italiana? A chi vogliamo affidare la costruzione del PIL? Ai laureati in lettere? Storia? Scienza della Comunicazione?
Ovviamente ai laureati in economia, ingegneria, chimica e in parte matematica. I laureati in queste discipline sono pochi, in più quelli che lavorano in settori per cui hanno realmente studiato sono pochissimi! Allora... qual'è l'impatto sul PIL? Zero, giusto?

Che bel ragionamento di buon senso... quanta ignoranza celata dietro il buon senso...
Il buon senso fa più morti delle guerre.

Non siamo nel paese sbagliato o non abbiamo fatto la facoltà sbagliata.

Siamo vittime di chi ci ha convinto che gli esseri umani sono tutti uguali. Che le divisioni di classe non esistono, che tutti possono ambire a tutto. L'apoteosi del sogno americano è il socialismo reale. Siamo vittime delle gabbie mentali in cui ci hanno infilato.

E la realtà, la verità, è così palese... cosi conclamata... che non la vediamo.

Mr. Turbo ha detto...

"A chi vogliamo affidare la costruzione del PIL? Ai laureati in lettere? Storia? Scienza della Comunicazione?
Ovviamente ai laureati in economia, ingegneria, chimica e in parte matematica. I laureati in queste discipline sono pochi.."

Ovviamente qui quando parliamo di laureati ci riferiamo principalmente agli ingegneri. Il sito si chiama Ingegneri Disoccupati, non dimentichiamocelo :-)

Il problema è proprio questo.
La gente non vuole capire che i laureati in ingegneria ( e sottolineo INGEGNERIA ) sono troppi.
Certo che bisognerebbe chiuderle le università.
Bisognerebbe chiuderle fintanto che non si sistemano i tanti ingegneri disoccupati che ci sono ora.

Si tratta di un banale principio di economia ( pull-strategy ).

La domanda deve tirare l'offerta.

Gli stessi imprenditori sanno benissimo che se si produce un bene non richiesto, si riempiono inutilmente i magazzini ( make to stock ).
Per essere competiti invece bisogna produrre solo quello che è realmente richiesto dal mercato ( make to order ). Banalmente questo significa che quando non c'è domanda bisogna fermare la produzione!!

L'università DEVE fermare la sua produzione di ingegneri prima che sia troppo tardi!!!!!!

Anonimo ha detto...

Sono daccordissimo con MrTurbo, bisogna applicare la pull-strategy anche alle università!

Dobbiamo fermare l'inesorabile decadimento dell'università italiana prima che diventi troppo tardi!!!

IngElettronico ha detto...

Per quanto riguarda i call-center, li non centra nulla la laurea, basta saper parlare bene l'italiano e quel lavoro si puo fare anche con la terza media...

Anonimo ha detto...

"Per quanto riguarda i call-center, li non centra nulla la laurea, basta saper parlare bene l'italiano..."

Alle volte non serve neppure quello:-)