sabato 5 maggio 2007

Ingegneri, siamo diventati troppi

Ormai è chiaro. Non ci sono più scuse per negare l’evidenza. Siamo troppi e l’Italia non è abbastanza grande per ospitarci tutti. Molti di noi, ogni anno, sono costretti ad emigrare all’estero pur di trovare un lavoro. L’unica alternativa è cercare di ripiegare in lavori umili, negando di fatto il titolo di studio tanto sofferto.
Purtroppo non esistono altre soluzioni.
In Italia gli ingegneri sono diventati talmente tanti da saturare completamente le richieste del mercato del lavoro nazionale. E’ una situazione che peggiora di anno in anno. I politici potevano intervenire quando il problema era ancora controllabile e invece hanno preferito non fare nulla come sempre.
Adesso l’Italia si ritrova con migliaia di laureati in ingegneria pronti a partire per i paesi più disparati:
un investimento enorme dello stato che si è trasformato improvvisamente nell’ennesimo spreco all’italiana.

65 commenti:

Anonimo ha detto...

Non c'è altra soluzione ragazzi, dobbiamo prendere baracca e burattini e partire.
L'Italia è troppo piccola per tutti quanti noi!!

Anonimo ha detto...

Mr Turbo purtroppo hai ragione. Dobbiamo partire o moriremo di fame :(

MATTIA ha detto...

Dobbiamo partire subito perchè stando qui non risolveremo mai niente.
L'Italia è satura di ingegneri, non sa più che farsene.
Conviene andare in Irlanda, li sembra che ci sia ancora una buona richiesta e le paghe sono molto buone.
Anche l'Inghilterra non è male.

Evitate la Germania però; i tedeschi stanno peggio di noi...

Anonimo ha detto...

Cosa aspettimao ragazzi! Se e' riuscito a trovare un lavoro all'estero il biologo che ha scritto i 10 punti dell'altro blog (con tutto il rispetto per i biologi) possiamo riuscirci anche noi!!

Anonimo ha detto...

Può darsi che gli ingegneri stiano peggio dei biologi!

Ti sembra impossibile?

Anonimo ha detto...

Si, perche' i biologi (con tutto il rispetto) non sono mai stati eccessivamente brillanti :-)

riellox ha detto...

Scusate ragazzi ma secondo voi all'estero hanno assurdamente bisogno di ingegneri italiani?
Il nostro problema di ingegneri è il dover colmare un enorme gap tra la nostra preparazione fondamentalmente "accademica" e il mondo lavorativo.
Il vero problema è questo, e poterlo fare senza investire più un euro in formazione (almeno, io non sono disposto a investire ulteriormente in una direzione che ritengo errata)

Anonimo ha detto...

Il gap vero è tra il mondo del lavoro italiano (che cerca analfabeti) e la nostra preparazione troppo elevata...

DADO ha detto...

Verissimo.

Anonimo ha detto...

Verissimo, gli imprenditori italiani sono degli analfabeti totali e vorrebbero circondarsi solo di persone come loro!!

DADO ha detto...

Sono daccordissimo con te!

LoZI ha detto...

Il problema infatti non è la troppa cultura dei laureati italiani,ma la scarsa preparazione dei nostri piccoli imprenditori da 4 soldi!!

Anonimo ha detto...

Riellox, allora accontentati di 800€/mese, se va bene :-)

Anonimo ha detto...

I nostri imprenditori non sanno sfruttare livelli superiori al perito.

Per adattarci dovremmo trasformare le nostre lauree in ingegneria in dei banali diplomi da perito.

DADO ha detto...

"Per adattarci dovremmo trasformare le nostre lauree in ingegneria in dei banali diplomi da perito."

Per fortuna ci stanno già pensando le università ad abbassare il livello..

Che tristezza!!!!

Anonimo ha detto...

I nostri imprenditori dovrebbero tornare a scuola!!

Anonimo ha detto...

"I nostri imprenditori dovrebbero tornare a scuola!!"

Mi dite a cosa servono certe affermazioni? Possono aiutarci? No, amici ingegneri se ognuno di noi non fa qualcosa per se' e subito, non avra' scampo! Io andro' a Brisbane la settimana prossima con un buon contratto.

Ognuno per se' e Dio per tutti!

Anonimo ha detto...

Allora Viva gli imprenditori ignoranti!!

Anonimo ha detto...

Non sono ignoranti gli imprenditori, è l'università che è sbagliata.
E' troppo teorica e da troppa cultura , ci vorrebbe qualcosa di più concreto come un bel diploma da perito!!!

Anonimo ha detto...

Te lo dico io come deve essere il corso di ingegneria ideale:

Togliamo tutti gli esami di matematica e fisica, lasciamo solo un esame di aritmetica.
Poi mettiamo 10 esami di saldatura, 20 esami di cablaggio elettrico e tiratura di cavi, 10 esami di fresatura, 10 esami di saldatura tig e 5 esami pratici di carpenteria metallica con un esperienza di stage in fabbrica ( a battere il ferro col martello ).

Con una laurea in ingegneria cosi, nessuna azienda può dirti di no:-)

Anonimo ha detto...

"10 esami di saldatura tig e 5 esami pratici di carpenteria metallica con un esperienza di stage in fabbrica ( a battere il ferro col martello )."

E' ancora troppo teorica e "intellettualoide". Ci vuole qualcosa di più pratico.

Mario ha detto...

Dai.. con tutti quei cavolo di esami in saldatura tig è troppo difficile, mica siamo tutti Einstein qui??!

Anonimo ha detto...

Facciamo cosi: 700 microcorsi di seldatura tig della durata di un giorno ciascuno e 500 microcorsi di carpenteria edile con cazzuola in mano.

Ti sembra abbastanza pratico?!

Mario ha detto...

Ancora troppo difficile..

Non voglio mica prendere moglie prima ancora di laurearmi:-P

Anonimo ha detto...

"10 esami di saldatura tig e 5 esami pratici di carpenteria metallica con un esperienza di stage in fabbrica ( a battere il ferro col martello )."

Qualcuno potrebbe dire che invece di perdere 5 anni all'università per studiare i saldatori tig e le cazzuole, forse converrebbe lavorare direttamente in qualche bella ditta edile della zona, e fare un esperienza un pò più "pratica". Che ne pensate?

Anonimo ha detto...

E' una buona idea,ma non è che cosi, con tutta questa "pratica", si rischia che l'Italia resti un po indietro rispetto alle altre nazioni.

Voglio dire, diventeremo degli ottimi capi mastro, con cazzuala in mano e cappello di carta in testa,ma le aziende degli altri stati fanno i telefonini cellulari e i televisori al plasma!! Noi?

...

Anonimo ha detto...

Colpa nostra. Dobbiamo impegnarci di più con il metro a fettuccia e la cazzuola.
Abbiamo perso troppo tempo con la matematica e la fisica; quello è il nostro male!

Giuliano ha detto...

Ragazzi, cazzuola o no, resta il problema di fondo: siamo troppi!!!

Anonimo ha detto...

SCONSIGLIO A TUTTI, PER ESPERIENZA, LA FRANCIA!!! I cugini d'oltralpe sono nelle nostre stesse peste; vanno leggermente meglio solo perchè hanno l'energia nucleare ed una burocrazia lievemente migliore ma per il resto...Anche là raccomandazioni politiche e nepotismo a gogò; stipendi bassi quasi come i nostri; prezzi cresciuti per le eurotruffe; precariato a volontà, aggravato dal fatto che lì c'è la concorrenza spietata degli immigrati...

Anonimo ha detto...

A me sembra che questo spirito di patata non serva proprio. Comincio a pensare che forse non siamo cosi' intelligenti come crediamo e che tutto quello che ci sta succedendo in fondo ce lo meritiamo :-(

Anonimo ha detto...

Parla per te... se te lo dici da solo,sicuramente te lo meriti ;-)

Anonimo ha detto...

Io personalmente sto pensando di lasciare l'italia. Che altro posso fare? Non voglio fare la fame !!

Anonimo ha detto...

Anch'io ci sto pensando, ragazzi. Ma dove si potrebbe andare? Inghilterra?

Anonimo ha detto...

Il posto migliore per gli elettronici è Singapore!!!

Anonimo ha detto...

E che ne dite della Bay Area di San Francisco e la Silicon valley?

Anonimo ha detto...

Meglio Singapore oppure Bombei..

Anonimo ha detto...

Le etichette "terra", "lavoro" e "capitale" raggruppano i tre tipi fondamentali di fattori produttivi. Un’unità di un fattore produttivo (una miniera, un impianto, o un laureato) è detta submarginale quando non può essere impiegata per produrre beni di consumo, in quanto il costo dei fattori di produzione complementari necessari ad ottenere un tale bene rende il reddito del fattore produttivo in questione negativo. Un terreno submarginale è un terreno su cui non vale la pena spendere benzina per il trattore; un macchinario submarginale è un macchinario a cui non vale la pena assegnare un operaio.

Che la terra possa essere submarginale è un dato di fatto. Gli uomini non coltivano l’Antartide perchè non vale la pena pagare un operaio per scaldare le piante col phon. A maggior ragione, non sono i limiti tecnici a impedire la creazione di serre sulla Luna.

Si tratta di costi: e siccome i costi (costi monetari, in un’economia sviluppata) sono il segnale che un fattore produttivo "vale di più" se impiegato altrove, il conto economico consente di indicare dove non allocare le risorse, se si vuole un reddito dalla proprietà del fattore produttivo in questione.

Anonimo ha detto...

Solo degli ingegneri v.o. disoccupati possono essere così squallidi da stare online il sabato sera a scrivere queste cagate! Andate a ballare! :)

mauro ha detto...

quindi? Sono un laureato submarginale?

Mr. Turbo ha detto...

Ragazzi cercate di non spammare e non andare OT per favore:-)

Tanto lo sapete che la pena è il cestinamento:-)

Mr. Turbo ha detto...

E soprattutto cercate di non insultarvi, se è possibile :-)

Mr. Turbo ha detto...

Non arrabbiatevi poi se venite cestinati, io faccio solo il mio dovere di moderatore:-)

Anonimo ha detto...

Esatto, gli ingegneri italiani, in una economia di meercato globalizzata, sono fattori produttivi submarginali.
Un laureato è detto submarginale quando non può essere impiegato per produrre beni di consumo, in quanto il costo dei fattori di produzione complementari necessari ad ottenere un tale bene rende il reddito del fattore produttivo in questione negativo.

Anonimo ha detto...

Se lo dici tu...

Anonimo ha detto...

Lo dice Keynes.

Anonimo ha detto...

Allora andiamo bene..

Anonimo ha detto...

Mettiamoci a scavare fosse e poi a ricoprirle... cosi risolviamo i problemi della disoccupazione!!!


Sai chi lo diceva questo?

Anonimo ha detto...

Sempre Keynes

Anonimo ha detto...

D'altronde è quello che succede in Italia, dove lo stato si crea da solo dei problemi tenendo occupati i suoi dipendenti e poi dà in appalto a privati la soluzione dei problemi, vedi ad esempio Poste Italiane, Sviluppo Italia... e così via...

Anonimo ha detto...

Si cercano soluzioni, anche banali, per rilanciare l'economia.
Una volta messa in moto la macchina del lavoro questa sarà in grado di andare avanti con le sue gambe.

L'intervento dello stato, in situazioni di crisi del lavoro come quella che c'è oggi, è indispensabile!

Anonimo ha detto...

Una volta c'era l'IRI che assumeva tutti gli ingegneri appena uscivano dalle verie università; li potevano essere formati e stipendiati in attesa di lavori migliori,ma adesso?!

Anonimo ha detto...

Adesso niente...

Anonimo ha detto...

Ritorno al vecchio ordinamento... nostalgia dell'IRI... complimenti... complimenti davvero!

Anonimo ha detto...

A me sembra una buona idea.

Anonimo ha detto...

Sinceramente anche a me...

Anonimo ha detto...

Ingegneri, cominciate a farvi esplodere !! E' una prima soluzione al problema del sovrannumero :-)

Anonimo ha detto...

Si io l'avevo detto.... diamo il buon esempio! Suicidiamoci in massa! Tutti insieme giù dal ponte di Caramanico!

Anonimo ha detto...

Pane e figa per tutti!

Anonimo ha detto...

Magari,

sarebbe un mondo migliore :-)

Anonimo ha detto...

Il mondo migliore è quello senza ingiustizie...

Anonimo ha detto...

Senza ingiustizie... ma con pane e figa per tutti!

Anonimo ha detto...

Magari!!!

Anonimo ha detto...

Si si... tette e culi per tutti!!!

iron man ha detto...

Ragazzi...ma siamo troppi noi o sono poche le aziende-imprese-industrie in Italia che dovrebbero assumerci ?
Forse non hanno l'interesse a farlo ?
Oppure non ci sono imprese di questo tipo ?
Se non ci sono imprese o industrie in un certo settore perchè le università continuano a mantenere aperti corsi di laurea per questi settori ?

Il problema nn sta a monte?
Managers ,politici e coloro che prendono le decisioni per il nostro futuro probabilmente sono degli incapaci...E gli incapaci nei paesi sviluppati-civili e democratici vanno a casa, si tolgono dalle b***e...GO HOME!

Anonimo ha detto...

Sono daccordissimo.
Purtroppo pero, incapaci sono sia quelli di questo governo che quelli dell'altro...

Se vanno a casa entrambi, qui chi ci rimane?!?!!!!